MARIA MADRE DELLA VITA Suor Emmanuel + (ricerca a cura di Fabrizio e Vanessa)
Aspettatevi delle nuove nascite!
Molto spesso, delle coppie che non riuscivano ad avere figli, arrivano a Medjugorje con un bambino in braccio, per ringraziare Gesù e Maria … Hanno semplicemente seguito il consiglio della veggente Marija che non manca occasione per dire: "Sono rare le coppie senza figli che non ottengono la grazia di un figlio, dopo aver scalato INSIEME la collina del Krizevac ed avere domandato INSIEME un figlio a Gesù, in ginocchio ai piedi della croce!" E’ importante che gli sposi facciano insieme questa richiesta.
Proprio recentemente, una coppia italiana è venuta a ringraziare perché dopo cinque anni di infruttuosa attesa, hanno domandato il dono di un figlio ai piedi della Croce del Krizevac ed entro l’anno hanno ricevuto la grazia di due gemelli! Avviso alle coppie in sofferenza: ci possono essere dei figli preparati per voi in Cielo, perché non guardare in quella direzione? Venite, non tardate!
Il bambino e sua madre.
Un piccolo italiano di 2 anni ha trascorso una settimana con noi assieme ai suoi genitori, nostri amici. Un dettaglio del suo comportamento mi ha insegnato moltissimo su come agisce la Vergine a Medjugorje per i suoi figli, e per ciascuno di noi in particolare. Il piccolo Francesco comincia appena a parlare, e ci vuole un orecchio esercitato per captare il senso di quello che vuol dire (ciò non impedisce che, come ogni buon italiano, dice tanto e tanto!) Sua madre è molto spesso con lui, e qualunque sia l’attività in corso (mangiare, lavarsi, passeggiare, conversare …) il piccolo ripete la stessa parola ogni 2 minuti "Mamma!". E la madre, tutte le volte che si sente chiamare, risponde con dolcezza: "Amore!". Allora Francesco, confortato da questa risposta assai rassicurante, continua la sua piccola attività in pace, prima di ripetere il suo richiamo all’amore tutte le volte che il suo cuore glielo suggerisce. Ecco un esempio meraviglioso di preghiera continua, con il cuore, come ci raccomanda la Vergine nei suoi messaggi! Non si tratta tanto di comporre delle belle frasi o di recitare delle lunghe preghiere, ma di essere semplicemente "collegati" alla materna e indefettibile presenza di Maria vicino a noi, indirizzandole dei piccoli segni di comunione. Prima ancora di ragionare, il bambino sa intuitivamente che ha una madre, e che lei lo ama. Egli prova profonda gioia ad ascoltare 1000 volte al giorno questa parola "amore!", come nutrendosene, e impadronirsene un po’ di più a ogni istante. Questo amore lo riempie ogni volta di una nuova dose di pace, e costruisce il suo essere profondo nell’armonia che il Creatore ha messo in lui. Nella stessa maniera la Madre di Dio, Madre nostra, ci nutre goccia a goccia con il suo latte materno quando accogliamo con tutto il cuore e viviamo con lei. Lei restaura in noi la nostra identità più profonda, così spesso ferita, e ci permette di crescere in armonia.
Grazie piccolo Francesco! Quando sarai grande, conserva questa buona abitudine! Continua a ripetere spesso "Mamma!", perché la tua mamma del Cielo ha dei tesori magnifici per te e sogna di poterteli regalare! Lei non si stancherà mai dei tuoi richiami, Lei sarà sempre legata a te e saprà soddisfare la tua sete vitale e fondamentale d’amore. Maria cerca migliaia di piccoli "Franceschi", ha bisogno di loro per guarire il nostro mondo dal vuoto e per dire a ciascuno dei suoi figli: "No, non sei orfano, son qui io!"
L’esperienza dei minatori in Cile
è un magnifico esempio di come oggi l’uomo tratta se stesso. I minatori che sono usciti vivi dalle viscere della terra non sono più quelli che sono scesi sotto terra. Sono cambiati, marcati per la vita. Non saranno mai più gli stessi di prima. Totalmente tagliati fuori dal mondo e da ogni sicurezza, come sepolti vivi in quel buco nero, la loro vita è improvvisamente precipitata in un’altra realtà. Proiettati fuori dal loro tran-tran quotidiano, privati di qualsiasi distrazione e di qualsiasi orizzonte umano, abbandonati in una povertà estrema, hanno visto la morte in faccia. Son entrati in sé stessi. Quelle interminabili settimane di isolamento, di notte, di precarietà e di paura li hanno spinti a concentrarsi sull’essenziale ed a porsi le vere domande sul senso della vita, su Dio, sull’aldilà e sui fini ultimi dell’uomo. Dopo il loro incredibile ritorno alla luce, hanno espresso delle testimonianze sconvolgenti. Le loro esperienze interiori sono state profonde come la notte che li teneva prigionieri. Nessuno ha deciso di diventare malvagio; al contrario, la maggior parte di loro ha sentito l’urgenza di cambiare la direzione della propria vita e di riconciliarsi con Dio, ciascuno a modo suo.
Personalmente torno da una lunga missione in Spagna (Siviglia, Madrid, Saragoza, Barcellona, Valencia, Estepona e Murcia) e da una breve missione in Italia (Monza e Genova). Dappertutto sono stata colpita nel vedere come l’uomo si imponga da solo delle sofferenze, vivendo alla periferia del proprio essere, prigioniero di un mondo tangibile, del rumore, dello stress, della corsa all’avere ed al fare. E’ talmente "chiuso in se stesso", che dimentica di avere un’anima. Si impone una anoressia dell’anima. Le parti più splendide del suo essere muoiono di fame. Ha perso la direzione ed ha dimenticato che va verso l’eternità. I minatori del Cile hanno sofferto molto, ma Dio ha fatto loro un bellissimo regalo: hanno compreso per il resto dei loro giorni che l’essenziale è invisibile agli occhi, hanno fatto un viaggio straordinario in loro stessi. Hanno toccato la loro anima! Sono davvero diventati degli esploratori delle profondità umane!
Come farà Dio a spingere l’uomo moderno a tornare alla sapienza? E’ il suo segreto. La Gospa ci lavora da 30 anni ed ha già ottenuto dei frutti meravigliosi. Se viviamo i suoi messaggi, non avremo bisogno di una tragica frana per capire che Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Ma dobbiamo pregare molto di più!
"Senza mio Figlio, ci dice Maria, non avete né gioia, né pace, né avvenire, né vita eterna" (25.07.10)."Figli miei, non lasciatevi corrompere dai beni terreni. Pensate all’anima. Essa è molto più importante del corpo, purificatela! Invocate il Padre, Lui vi aspetta; tornate a Lui!" (2 nov.09).
**********************************
Abbiamo ancora bisogno di perdono? Iolanda Lo Monte
\ Abbiamo ancora bisogno di perdono? Non c’è bisogno di essere perdonati se non c’è coscienza di aver tradito qualcuno che ci ama. Ma l’uomo d’oggi si sente ancora amato?
C’è nella società contemporanea un diffuso senso d’inquietudine dovuto ad una cultura centrata sull’individualismo, che ci rende difficile uscire da noi stessi.
Siamo nell’era dei grandi agglomerati urbani, continuamente a contatto con la folla, dovunque: sui mezzi di trasporto, nelle fabbriche, nelle sale cinematografiche, sulle spiagge. L’uomo vive a fianco di altri uomini, ma pochi può chiamare per nome. Si prendono spesso come simbolo della nostra civiltà gli intasamenti di automobili, nelle vie della città e nelle strade dei grandi ritorni dai week-end. C’è una moltitudine e tuttavia ognuno si trova chiuso nella propria macchina con la fatica, la stanchezza, la delusione, spesso con la propria angoscia. Non si possono contare le persone che non sono amate da nessuno, magari perché povere, per cui ci si convince che non si ha riguardo se non per l’efficienza economica. Molte persone sanno che quando non saranno più utili, nessuno s’interesserà di loro.
Eppure la felicità nasce solo se sì è riconosciuti, stimati, apprezzati, soprattutto amati. Non esiste vera esperienza umana senza scambio, dialogo, confidenza, amore reciproco vero.
Solo l’amore è capace di trasformare, ma ad una condizione: di essere gratuito e libero.
BUON AMICO (Iolanda Lo Monte)
Signore, fammi buon amico di tutti,
fa’ che la mia persona ispiri fiducia:
a chi soffre e si lamenta,
a chi cerca luce lontano da Te,
a chi vorrebbe incominciare e non sa come,
a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace.
Signore, aiutami, perché non passi accanto a nessuno
con il volto indifferente,
con il cuore chiuso,
con il passo affrettato.
Signore, aiutami ad accorgermi subito:
di quelli che mi stanno accanto,
di quelli che sono preoccupati e disorientati,
di quelli che soffrono senza mostrarlo,
di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
Signore, dammi sensibilità,
Signore, liberami dall’egoismo,
perché ti possa servire,
perchè ti possa amare,
perché ti possa ascoltare,
in ogni fratello che mi fai incontrare.
ALLA SANTA VERGINE DI MONTALLEGRO
Stefanina – Rapallo 2010
E’ giunto il giorno
della grande festa,
o Vergine Maria!
Secoli son passati
e da molte generazioni
sempre degnamente
amata e lodata.
Tu ci guardi
dall’alto campanile
della nostra cattedrale,
illuminato a pieno.
Tu, abituata ad un trono
tanto più luminoso
accanto al tuo Divino Gesù,
degnati ad accogliere
le nostre fervide preghiere.
Ad esse uniamo
in tuo onore,
un altro segno
delle nostre devozioni,
i fuochi pirotecnici
che presto ti faranno festa.
I tuoi amorosi figli ti chiedono
umilmente aiuto e protezione.